Mark Zuckerberg, il fondatore di Facebook fa parlare di sé in China
Mentre il più celebre dei social network Facebook rimane sempre vietato in China, il suo fondatore, Mark Zuckerberg, non lesina sforzi per provare la sua simpatia verso la China e i suoi dirigenti
Mentre il più celebre dei social network Facebook rimane sempre vietato in China, il suo fondatore, Mark Zuckerberg, non lesina sforzi per provare la sua simpatia verso la China e i suoi dirigenti.
La presenza di Mark Zuckerberg in China non passa inosservata. Dalla pubblicazione, lo scorso 18 marzo, di una foto che mostra il grande capo di Facebook mentre fa jogging davanti alla Città Proibita, il web ha reagito fortemente riguardo al valore e all'interesse di questo scatto, non risparmiando le critiche.
Lo smog di Pechino non lo spaventa

Mentre le autorità di Pechino hanno messo la città in allerta arancione a causa del livello di qualità dell'aria ben al di sotto degli standard, il fondatore del più celebre social network si è mostrato, senza mascherina, durante una sessione di jogging con cinque dei suoi amici.
I rischi derivanti da tale attività fisica all'aperto con questo tasso di inquinamento sono molto elevati. Il tasso di particelle fini nell'aria era infatti quel giorno compreso tra 250 e 350 PM, cioè 7 volte superiore alla soglia di pericolosità definita dall'Organizzazione Mondiale della Sanità.
Gli utenti del web non hanno mantenuto il silenzio, ricordando che l'inquinamento non era un problema da prendere alla leggera.
Il responsabile di Greenpeace in China non ha tardato a reagire pubblicando un tweet ricordando che l'inquinamento uccide migliaia di persone ogni giorno.
Forgetting something? #Markzuckerberg Smog kills thousands every day. Wear a mask! https://t.co/P6Xy8FUbBb pic.twitter.com/P9pRjXHRt7
— Greenpeace East Asia (@GreenpeaceEAsia) 18 marzo 2016
Piazza Tiananmen, un luogo di commemorazione non una pista di corsa

Oltre l'indignazione degli utenti del web riguardo all'attività svolta in aria inquinata, la foto ha anche suscitato reazioni riguardanti il luogo scelto da Mark Zuckerberg per sgranchirsi le gambe. Molti non hanno esitato a ricordare che piazza Tiananmen è stata il luogo tristemente celebre per il massacro del 4 giugno 1989 contro gli studenti della Primavera democratica di Pechino, attraverso messaggi subliminali: "Il terreno su cui corri è stato coperto dal sangue degli studenti che lottavano per la democrazia ". Rose Tang, una dei leader delle manifestazioni di Tiananmen, oggi in esilio negli Stati Uniti, ha reagito rapidamente su Facebook condividendo la sua indignazione: "Sapete qualcosa riguardo al massacro di Tiananmen? Se pretendete il contrario, sarete puniti - Coloro che si schierano con i dittatori e gli assassini finiranno male". Una foto alterata dello scatto iconico del massacro del 1989 con l'uomo in piedi di fronte alla colonna di carri armati è stata inoltre pubblicata su Twitter per denunciare l'ironia della situazione.
Photo of the day. A bad one for Mark #Zuckerberg. https://t.co/FKZ4waYPER #china #tiananmen pic.twitter.com/mgXhjHkhd3
— Frederic Martel (@martelf) 18 marzo 2016
Mark Zuckerberg avrebbe violato la legge cinese?
Mentre Facebook rimane sempre vietato e bloccato in China, molti utenti del web si sorprendono nel vedere Mark Zuckerberg pubblicare un post sul social network direttamente da Pechino.
Le VPN, che permettono di aggirare i divieti internet, sono rigorosamente vietate in China ma necessarie per utilizzare Facebook. Il fondatore non ha quindi avuto altra scelta che aggirare la legge cinese per condividere il suo post che fa così tanto discutere oggi.
Ricordiamo che Mark Zuckerberg si è recato in China per partecipare a un importante forum economico. Questo evento rappresenta in particolare l'occasione per il fondatore di Facebook di incontrare i massimi dirigenti di internet cinese e i rappresentanti dell'autorità di Pechino. Ha infatti incontrato, domenica scorsa, il rappresentante della propaganda cinese, Liu Yunshan per proseguire i suoi sforzi di seduzione.
Domande frequenti
Facebook è bloccato in China dal 2009 nell'ambito del "Grande Firewall", il sistema di censura di Internet implementato dal governo cinese. Questo dispositivo blocca numerosi social network e servizi occidentali come Google, Twitter o YouTube.
Il massacro di Tiananmen indica la violenta repressione della Primavera democratica di Pechino da parte dell'esercito cinese nella notte tra il 3 e il 4 giugno 1989. Migliaia di studenti che manifestavano per la democrazia sono stati uccisi su piazza Tiananmen. Questo evento rimane un tema molto sensibile e censurato in China.
In China, l'utilizzo di VPN non autorizzati dal governo è ufficialmente illegale. Per i turisti, la legislazione viene applicata in modo variabile, ma si consiglia di informarsi prima del viaggio e di installare una VPN sui propri dispositivi prima di entrare nel territorio cinese.
L'inquinamento atmosferico a Pechino può raggiungere livelli molto elevati, a volte 7 volte superiori alle soglie consigliate dall'OMS. Si consiglia ai viaggiatori di monitorare l'indice di qualità dell'aria (AQI) prima di uscire, di indossare una mascherina di tipo N95 durante i picchi di inquinamento e di evitare le attività fisiche intense all'aperto durante gli allarmi arancioni o rossi.
Nel marzo 2016, Mark Zuckerberg si è recato a Pechino per partecipare a un importante forum economico. Questo viaggio rientra nei suoi sforzi per sviluppare le relazioni di Facebook con le autorità e i principali attori di Internet cinese, nella speranza di un eventuale ritorno del social network sul mercato cinese.


