Buddhismo, il sentiero dell'Illuminazione (1/2)
Nato dall'esperienza di un uomo, il Buddhismo è una delle «Tre insegnamenti» della China. Influenzato dalle culture che lo hanno accolto, oggi esiste in varie forme. Uno sguardo a questo insegnamento venuto dall'India, e principalmente rappresentato in Chiana dal Lamaismo e dalla scuola Chan.
Nato dall'esperienza di un uomo, il Buddhismo è una delle «Tre insegnamenti» della China. Influenzato dalle culture che lo hanno accolto, oggi esiste in varie forme. Uno sguardo a questo insegnamento venuto dall'India, e principalmente rappresentato in China dal Lamaismo e dalla scuola Chan.
Il Buddhismo è oggi una delle religioni più importanti al mondo, con oltre 375 milioni di seguaci. Tuttavia, questa tradizione ha assunto forme variate nel corso della sua diffusione, e si può parlare oggi di molteplici buddhismi.
Le origini: l'Illuminazione di Siddharta Gautama
A differenza delle religioni monoteiste del Mediterraneo, il Buddhismo non possiede un Dio onnipotente. Colui che si chiama Buddha era semplicemente un mortale il cui merito fu di raggiungere l'Illuminazione (Bodhi) e successivamente aiutare parte dell'umanità a realizzare questo stato di coscienza.
Questo uomo, Siddharta Gautama, nacque nel 566 a.C. secondo la cronologia più comune. Molti racconti sulla sua vita contengono misteri e alimentano leggende. Figlio di una famiglia reale, le sue esperienze lo portarono a prendere consapevolezza della sofferenza umana e della natura effimera di tutte le cose. Alla ricerca della pace interiore, si dedicò a certe discipline, la più importante delle quali è la meditazione. Secondo la tradizione più largamente accettata, avrebbe raggiunto l'Illuminazione nel 531 a.C. Avrebbe allora usato questa esperienza per insegnare ad altri il sentiero dell'Illuminazione, e il numero dei suoi discepoli crebbe molto rapidamente.
Sono proprio loro che ci forniscono le informazioni sulla vita del Buddha (termine che in realtà designa ogni persona che ha raggiunto l'Illuminazione). Ad oggi non esiste alcuna prova scientifica e la tradizione si basa su un insegnamento orale che sarebbe stato fissato per iscritto solo attorno al II secolo a.C.
Due testi importanti sono così considerati i canoni del Buddhismo originale: il «Vinaya-pitaka» (la regola monastica) e il «Sutra-Pitaka» (i discorsi di insegnamento).
Nato in un mondo fortemente gerarchizzato, all'interno di una famiglia reale, Siddharta Gautama affermò tuttavia che l'Illuminazione era accessibile a tutti. Secondo i testi della tradizione, ha così trascorso 45 anni insegnando la sua dottrina a numerose persone di profili e istruzione molto diversi. Vi appare inoltre come capace di adattare il suo discorso e il suo insegnamento a ciascuno, secondo le diverse conoscenze, istruzione e qualità proprie.
L'insegnamento: le 4 verità
Ogni uomo, prima di raggiungere l'Illuminazione e quindi diventare un Buddha, deve passare per diverse tappe simili a quelle vissute da Siddharta Gautama: la scoperta della sofferenza umana, l'impegno sul sentiero spirituale, lo studio con maestri di altre tradizioni...
Il Buddha-Dharma (l'insegnamento del Buddha) potrebbe così essere riassunto in un insegnamento attraverso il quale il Buddha ha spiegato il suo pensiero: le Quattro Nobili Verità.
- 1ª Verità: il sintomo - la sofferenza è intrinseca all'esistenza umana
- 2ª Verità: la diagnosi - questa sofferenza trova la sua origine nell'ignoranza e nel desiderio di appropriazione, proprio dell'ego
- 3ª Verità: la terapia - esiste uno stato di salute dove, abolita l'ignoranza, il desiderio non si esprime e non dà origine alla sofferenza
- 4ª Verità: il rimedio - per ritrovare questo stato di salute, bisogna seguire una disciplina di vita che pone fine all'ignoranza e al desiderio.
Con il tempo, gli insegnamenti originali del Buddha sono stati interpretati in modi diversi dai suoi discepoli e dai loro successori, da cui la grande varietà di correnti. Questa varietà si spiega anche dagli aspetti culturali delle zone dove la dottrina si è diffusa. Tuttavia, alcune idee rimangono fondamentali in tutte le varianti del Buddhismo, sebbene ognuna accordi priorità ad un aspetto specifico della ricerca dell'Illuminazione.
Le nozioni fondamentali del Buddhismo
Per i Buddhisti, l'insieme delle cose, persone, animali, oggetti, fanno parte integrante di un Sé universale. Presente in ogni essere umano, l'ego (âtman) è ciò che determina la nostra personalità propria e crea un sentimento di isolamento, l'impressione di essere a parte.
Ogni cosa è destinata a scomparire, sia un essere vivente, un oggetto materiale, sia un'idea. Questa impermanenza in ogni cosa è fonte di sofferenza per l'uomo, poiché il suo ego non può accettare questa legge universale.
Gli atti (karma) sono così influenzati da questa sofferenza nata dall'ego, il che provoca azioni intenzionali e un attaccamento al risultato di queste azioni. Prendendo consapevolezza di questa sofferenza, poi educandosi e seguendo una disciplina di vita, l'adepto impara ad agire in modo disinteressato, senza attaccarsi al risultato dei suoi atti, e si dirige così verso l'Illuminazione, lo stato di coscienza perfetto.
Legata alla nozione del Sé universale, l'idea dell'interdipendenza di tutte le cose è anch'essa essenziale nella filosofia buddhista. Una spiegazione molto chiara è fornita su questo argomento dal sito www.buddhisme-universite.org, da cui ecco un estratto:
«Ma, in realtà, tutti i fenomeni esistono solo in interdipendenza. Gli oggetti fisici sono composti. Come la montagna è un aggregato di pietra, terra e residui vegetali o animali, il nostro corpo è composto da cellule che ci vengono dai nostri genitori, dal cibo che ingeriamo, dall'aria che respiriamo. Le nostre percezioni, anch'esse, sono "composte". Sono il risultato combinato dell'esistenza degli oggetti esterni, del loro contatto con il nostro corpo, dell'impressione che lasciano sui nostri sensi e dell'interpretazione che il nostro cervello ne fa. Le nostre idee, parimenti, sono composte. Dipendono dall'educazione che abbiamo ricevuto, dalla nostra percezione del mondo esterno, dagli eventi che abbiamo vissuto, dalle idee che altre persone hanno espresso. E il nostro ego - l'idea che abbiamo di noi stessi - è un'idea come un'altra...»


