
Lamaseria di Meidaizhao
Lamaseria di Meidaizhao
Fortezza fondata da Altan Khan nel 1575 sul monte Yinshan, la lamaseria di Meidaizhao segna la diffusione del buddhismo tibetano nella Mongolia Interna.
Arroccata sulle pendici del monte Yinshan, tra Hohhot e Baotou, la lamaseria di Meidaizhao fonde l'architettura difensiva della dinastia Ming e l'iconografia buddhista tibetana. Questo complesso fortificato del XVI secolo, fondato da Altan Khan, rappresenta uno dei principali ancoraggi del buddhismo tibetano nella Mongolia Interna.
Perché visitare la lamaseria di Meidaizhao
Il sito si distingue per la sua doppia identità: è insieme un'antica città fortificata e un monastero buddhista. Questa singolarità affonda le radici nella storia — residenza principesca trasformata in lamaseria — e nell'architettura, che combina i codici Ming cinesi e l'estetica mongola. Per chi è interessato alla propagazione del buddhismo tibetano al di fuori del Tibet, Meidaizhao è una pietra miliare documentata, legata all'incontro tra il potere mongolo e il clero gelugpa nel XVI secolo.
Il complesso rimane relativamente poco frequentato dai viaggiatori stranieri, il che lo rende una tappa tranquilla, lontana dai circuiti principali, durante un itinerario nella Mongolia Interna.
Storia: Altan Khan e la nascita di un santuario
La lamaseria è costruita nel 1575 da Altan Khan, capo della tribù mongola dei Tümed e discendente di Gengis Khan. Dopo aver unificato le tribù mongole da nord a sud, Altan Khan ottiene dalla corte Ming il titolo di imperatore Shunyi Wang del Longqing, sigillando un accordo di pace che durerà diversi decenni. Sua moglie, la grande regina Sannianzi, svolge un ruolo politico cruciale nel mantenimento di questo equilibrio.
L'edificio serve inizialmente come residenza ufficiale e fortezza, in un periodo in cui la dinastia Ming è indebolita dalla corruzione interna. Una svolta decisiva avviene nel 1578, quando Altan Khan incontra il monaco tibetano Sonam Gyatso e gli conferisce il titolo di « Dalai-lama » — Sonam Gyatso diventa così retroattivamente il 3° dalai-lama, i primi due avendo ricevuto questo titolo posthumamente. Quest'atto ufficializza la conversione dei Mongoli Tümed al buddhismo tibetano e fa di Meidaizhao uno dei luoghi di culla di questa diffusione. La trasformazione della fortezza in lamaseria segue questo episodio, e un missionario mongolo di nome Maidalihutukertu proseguirà l'opera di propagazione all'inizio del XVII secolo.
Cosa vedere sul posto
L'enceinte fortificata
Le mura fortificate si estendono per 681 metri di lunghezza e raggiungono 5 metri di altezza, fiancheggiate da torri di guardia agli angoli. Questa struttura ricorda senza ambiguità la funzione militare originaria del sito, concepito per resistere alle incursioni.
La sala di Sakyamuni
Sala principale del complesso, ospita affreschi murali rappresentativi dell'iconografia buddhista tibetana. I pigmenti e le composizioni meritano di soffermarsi, alcuni affreschi avendo conservato i loro colori originali.
La sala dei Tre Buddhisti
Questa sala vetrata, dedicata ai tre Buddhisti (passato, presente, futuro), occupa l'antica sala delle riunioni di Altan Khan. La sua architettura tipica della dinastia Ming — carpenteria in legno, tetto con doppi spioventi — illustra l'ibridazione stilistica del sito.
La statua di Altan Khan e Sannianzi
Sotto gli alberi del complesso, una statua in pietra rappresenta Altan Khan e la regina Sannianzi fianco a fianco, testimonianza rara di una coppia sovrana mongola nella statuaria buddhista.
Quando visitare
Il periodo migliore si estende da maggio a settembre, quando le temperature sono clementi sull'altopiano mongolo. Gli inverni nella Mongolia Interna sono lunghi e rigidi, con temperature che possono scendere ben al di sotto dello zero.
Un momento particolare scandisce la vita del santuario: la fiera tradizionale del tempio Meidaizhao, che si apre ogni anno il 13° giorno del 5° mese del calendario lunare (generalmente a giugno del calendario gregoriano) e dura una settimana. Prodotti agricoli, artigianato locale e trattative animate compongono un'atmosfera di mercato tradizionale mongolo, da coniugare con la visita al sito.
Informazioni pratiche
- Orari: aperto durante il giorno, tutto l'anno.
- Tariffa: ingresso moderato, pagamento sul posto in yuan.
- Durata della visita: contate 1h30 a 2h per percorrere l'insieme del complesso.
- Da prevedere: abbigliamento coperto nelle sale di culto, acqua e cappello in estate (poca ombra nel cortile).
Come arrivare
Il sito si trova a 80 km a est di Baotou, sulla strada che collega Baotou a Hohhot. Diverse opzioni:
- Da Baotou: autobus a lunga percorrenza o taxi noleggiato per la giornata (soluzione più flessibile).
- Da Hohhot: contate circa 2 ore di viaggio in auto privata. Gli autobus locali servono il settore ma spesso richiedono un cambio.
- Aeroporti più vicini: Hohhot (Baita) e Baotou Donghe, entrambi collegati a Pechino.
Nei dintorni
La lamaseria si integra naturalmente in un circuito nella Mongolia Interna:
- Hohhot, capitale della regione, ospita diversi templi buddhisti e il museo della Mongolia Interna.
- Il geoparco di Hexigten, più a est, offre paesaggi di steppe e formazioni vulcaniche.
- Per proseguire l'esplorazione dell'arte rupestre buddhista in Chine, le grotte dei mille Buddhisti di Bezeklik nello Xinjiang costituiscono un'altra pietra miliare importante.
Organizzare il vostro viaggio
La lamaseria di Meidaizhao s'inscrive pienamente in un itinerario culturale e naturale nella Mongolia Interna. Per costruire un viaggio su misura integrando questo sito, consultate i nostri circuiti in Chine.
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