
Tempio dei Lama
Tempio dei Lama
Yonghegong, il più grande tempio buddhista tibetano di Pechino: storia Qing, Buddha Maitreya in sandalo e consigli di visita nel quartiere di Dongcheng.
Il Tempio dei Lama, o Yonghegong (雍和宫), è il più grande tempio buddhista tibetano di Pechino. Situato nel distretto di Dongcheng, a nord-est del centro storico, si estende su circa 66 400 m² e comprende 1 134 sale distribuite intorno a sette corti successive. Tetti gialli imperiali, affreschi murali, sculture in legno e bronzi rituali testimoniano il legame stretto tessuto tra la dinastia Qing e il buddhismo tibetano nel XVIII secolo.
Perché visitare il Tempio dei Lama

Tre ragioni rendono questa visita interessante durante un soggiorno a Pechino. Innanzitutto, è uno dei rari luoghi della capitale dove si percepisce concretamente la dimensione multietnica dell'impero Qing: qui convivono influenze manciù, mongole, han e tibetane. Inoltre, il santuario rimane un luogo di culto attivo, frequentato da fedeli e monaci, il che contrasta con altri siti pechinesi più museificati. Infine, lo Yonghegong ospita opere straordinarie, tra cui una statua colossale di Maitreya scolpita in un unico tronco di sandalo bianco.
Storia: da residenza imperiale a grande tempio tibetano
La costruzione del complesso inizia nel 1694, sotto la dinastia Qing. L'insieme serve dapprima da residenza al principe Yin Zhen, futuro imperatore Yongzheng. Alla sua morte, nel 1735, la sua bara è temporaneamente depositata in una delle sale del tempio, il che eleva lo status del luogo: le tegole sono sostituite con tegole gialle riservate all'imperatore.
Nel 1744, l'imperatore Qianlong converte ufficialmente il palazzo in lamaseria della scuola Gelugpa (i "berrettini gialli" del buddhismo tibetano). Il sito diventa un centro amministrativo e religioso chiave per le relazioni tra la corte di Pechino, la Mongolia e il Tibet.
Durante la Rivoluzione culturale, il tempio sfugge alle distruzioni grazie all'intervento di Zhou Enlai, allora Primo ministro. Chiuso al culto per diversi anni, riapre al pubblico nel 1981, con l'intento dichiarato di ricordare i legami storici tra l'impero cinese e il Tibet.
Cosa vedere sul posto
Il percorso segue un asse sud-nord, attraversando sei edifici principali che si possono visitare senza affaticarsi nelle sale annesse:
- Porta dell'Armonia e della Pace (Yonghemen): entrata monumentale fiancheggiata dai Quattro Re celesti.
- Sala dell'Armonia e della Pace: tre Buddha che rappresentano il passato, il presente e il futuro.
- Sala delle Benedizioni eterne: antica camera privata di Yongzheng, divenuta sala di culto.
- Hall di Dharma Wheel (Falun Dian): ospita la Montagna dei 500 arhat, scolpita nel legno e intarsiata con figurine in metalli preziosi.
- Padiglione dei Diecimila Felicità (Wanfu Ge): contiene il Buddha Maitreya in sandalo bianco, alto 17 metri, scolpito da un unico tronco d'albero offerto dal 7º Dalai Lama.
- Padiglione dell'Adempimento: nella parte posteriore del complesso, più intimo.
Le vetrine presentano inoltre oggetti liturgici e reliquie associate ai 14 Dalai Lama, nonché thangka e mandala. L'odore d'incenso, onnipresente, e la presenza di pellegrini in preghiera conferiscono al luogo un'atmosfera vivace.
Informazioni pratiche
Mettete in conto da 1 a 2 ore per visitare le principali sale a un ritmo confortevole. Il prezzo d'ingresso rimane modico rispetto agli standard pechinesi, e una guida audio è generalmente disponibile all'ingresso.
- Orari: apertura al mattino fino al tardo pomeriggio, con chiusura più anticipata in inverno. Ultimo ingresso circa un'ora prima della chiusura.
- Abbigliamento: essendo il luogo un tempio attivo, privilegiate un abbigliamento che copra spalle e ginocchia.
- Fotografie: autorizzate nelle corti, generalmente vietate all'interno delle sale di culto.
- Incenso: distribuito gratuitamente all'ingresso, inutile acquistarlo all'esterno.
Quando visitare
Il tempio si visita tutto l'anno. La primavera (aprile-maggio) e l'autunno (settembre-ottobre) offrono le condizioni più piacevoli, con un cielo spesso sereno sui tetti gialli. L'estate può essere calda e umida, l'inverno secco e freddo ma poco affollato. Evitate se possibile il Capodanno cinese e il primo giorno di ogni mese lunare: l'afflusso dei fedeli può saturare il sito fin dall'apertura. Le mattine tra semana rimangono i periodi più tranquilli.
Come raggiungerlo
Il modo più semplice è la metropolitana: linee 2 e 5, stazione Yonghegong, uscita C. Il tempio si trova a pochi minuti a piedi. Molte linee di autobus servono anche la stazione Yonghegong, ma la metropolitana rimane più facile da orientarsi per un viaggiatore di passaggio. In taxi o VTC, indicate "雍和宫" (Yonghegong) al conducente.
Da vedere nei dintorni
Il quartiere di Dongcheng si presta a mezza giornata a piedi. Proprio di fronte al tempio, il Tempio di Confucio e l'antico Collegio imperiale (Guozijian) offrono un contrappunto confuciano al buddhismo tibetano. A sud, il parco Ditan (altare della Terra) è apprezzato per i suoi viali ombrosi. I hutong circostanti, intorno a Wudaoying, riuniscono caffè, librerie e negozi di artigianato. Per approfondire la scoperta della regione, consultate anche la Grande Muraglia a Juyongguan, raggiungibile in escursione di una giornata da Pechino.
FAQ
Domande frequenti
Preparare il vostro viaggio
Il Tempio dei Lama si integra naturalmente in un soggiorno a Pechino incentrato sul patrimonio imperiale e religioso. Per costruire un itinerario su misura che includa la capitale e altre regioni, consultate i nostri viaggi in Chine.
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